Prima di tutto, grazie per aver portato le tue conoscenze e la tua esperienza su Digitazon. Per chi non ti conosce, ci racconti come sei diventata freelance?

Ciao e grazie a voi per l’opportunità! Sono Natalia, responsabile di Creatori di Brand e sono una Seo Copywriter freelance da oltre 10 anni sul web. In realtà, come spesso accade, il mio non è stato un percorso programmato.

Dopo il Master in Risorse Umane, sono andata in Europa per viaggiare un po’, imparare le lingue e lavorare. Sono stata per anni dipendente e quando mi hanno proposto il tempo indeterminato ero alla Fnac Etoile di Parigi.

Era il 2006 e non ho accettato. Sono rientrata in Italia! Ho continuato per un paio di anni a lavorare tra Palermo e Roma, per poi trasferirmi a Cosenza, dopo aver conosciuto il mio attuale compagno.

Il 2009 è stato un anno di crisi e, non trovando lavoro, ho pensato bene di cominciare quantomeno “a parlarne”! Sono diventata redattrice per Biancolavoro.it, validissimo portale che mi ha dato tanto e mi ha spalancato le porte del web.

Sono passati un po’ di anni da allora e ho collaborato con tantissime agenzie, italiane ed estere. Ovviamente nel tempo, aprire la partita Iva è stata una logica conseguenza.

Come freelance, è essenziale gestire i clienti e i progetti nel modo più professionale possibile. Quali suggerimenti e consigli hai per chi ha intrapreso questo genere di carriera?

All’inizio la voglia di lavorare e la necessità di “mantenere” la partita Iva, ti porta in maniera inevitabile ad accettare lavori di poco conto, malpagati oppure di cominciare a fare gavetta nei marketplace (che si sa, propongono tariffe molto basse).

È una fase assolutamente normale, anche perché si imparano le dinamiche del web, la gestione delle consegne e soprattutto il rispetto delle scadenze. Il rischio, guadagnando poco, è di non dire mai no, di ritrovarsi con 20 articoli da 1 euro da scrivere in un giorno!

Ripeto, “ci sta” purché però resti solo una fase. Il mio consiglio è di guardare lungo fin da subito. Non limitarsi ad eseguire lavori “conto terzi” ma curare un progetto personale, aprire un blog, fare personal branding e soprattutto specializzarsi. Ad esempio nel mio campo, mi sono specializzata nella Seo e lavoro in ottica inbound. Curo landing page e scrivo molti e-book ma non sono incline a fare naming e non mi occupo di campagne social.

Acquisendo esperienza in un settore e padronanza di un linguaggio specifico, va da sé che i compensi si alzano, a parità di tempo trascorso a produrre contenuti.

Una delle cose difficili della vita di un freelance, è essere in grado di mantenere un atteggiamento positivo durante i momenti in cui si ha meno lavoro. Come suggeriresti di affrontare questo tipo di situazioni?

C’è poco da fare, è una questione di mindset! Non c’è nessuna formula da seguire ma sconsiglio vivamente di fare il freelancer per ripiego: bisogna averlo nel DNA. Altrimenti, al primo mese con calo del fatturato subentra il panico!

Per quanto mi riguarda, come ho già sottolineato, ho lavorato per anni come dipendente e non cambierei mai la mia attuale posizione. Sono mamma freelance, ho due figlie piccole, lo studio in casa e la libertà di gestire i miei orari (all’occorrenza!).

Da freelancer si lavora anche 50 ore alla settimana, ma non si timbra il cartellino. Mi organizzo in base alla famiglia: può capitare di alzarmi alle 6 o andare a dormire all’una di notte, di lavorare a Ferragosto oppure il sabato sera. Dipende. Sono eccezioni però, di norma lavoro fino alle 18 e stop. Domenica free!

Ciò che mi ha fatto sopravvivere felicemente sono due atteggiamenti in particolare:

  • Differenziare le entrate: un freelancer non può mai dipendere da una sola tipologia di entrata né lavorare per un paio di committenti. Il rischio di rimanere senza lavoro (e soldi) è troppo alto. Quindi consiglio di dedicare il 60-70% del tempo al proprio business core e il resto ad altre attività come vendita diretta di prodotti, consulenze, lezioni online, scrittura e-book ecc…
  • Avere un blog personale: è il consiglio migliore che posso dare. Innanzitutto perché si può monetizzare il traffico, ad esempio facendo affiliazione. Ma ad ogni modo è un ottimo portfolio online, personalmente mi aiuta tantissimo nel trovare nuovi clienti. E poi è il mio “hobby” preferito, mi diverte tantissimo!

Parliamo di produttività. Qual è la tua strategia per massimizzare l’efficienza senza compromettere la qualità (e avere una vita al di fuori del lavoro)?

Da mamma freelance con due figlie di 3 e 10 anni (in questi mesi h24 a casa), massimizzare la produttività al lavoro è la mia priorità assoluta. Utilizzo personalmente la tecnica del pomodoro (ho pubblicato un post al riguardo su Creatori di Brand). Funziona!

E poi, come accennavo, è indispensabile specializzarsi. Purtroppo il freelancer inesperto tende a proporsi a destra e a manca, ad accettare di tutto pur di lavorare. Invece essere specialisti in una nicchia permette di “alzare il tiro”.

Infine, imparare a gestire le priorità. Cosa significa? Iniziare la giornata svolgendo i lavori più pesanti, noiosi, lunghi (quelli che invece si vorrebbero procrastinare a vita!) La mente al mattino è fresca e quel lavoro difficile magari lo chiudi in un paio d’ore. Lo stesso lavoro, per farlo a regola d’arte nel pomeriggio, ti prende tre ore o anche di più.

Oggi fai parte della Community di Digitazon. Cosa ti piace del nostro marketplace e perchè consigli ad altri freelance di iscriversi?

Come forse si è capito da questa intervista, conosco molto bene la realtà dei marketplace, anche stranieri. Ciò che mi ha colpito di Digitazon è innanzitutto che è “italiano”. Non in riferimento alla lingua di utilizzo (oggi l’inglese è obbligatorio), ma perché è concepito per il mercato italiano che, in quanto a freelancer, è molto diverso dal resto dell’Europa. Mi piace l’idea di poter creare una vetrina personale con tanti Dig (servizi specifici).

Ho parlato di Digitazon anche sul mio blog!

Grazie ancora per tutto!